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Benvenuto Nicola Maestri

Nicola Maestri

Nicola Maestri è il nuovo presidente dell’ANPI Provinciale di Parma. A pochi giorni dalla sua elezione gli abbiamo chiesto di raccontarsi chiedendogli innanzitutto cosa lo ha spinto ad accettare questo incarico.

« Premetto che non è stata una decisione presa a cuor leggero. Uscivo da una felice, ma importante esperienza amministrativa che mi ha impegnato per più di dieci anni. Ma Anpi per me è la mia famiglia ha sempre rappresentato una parte di me, di noi, la più intima ed empatica, quella legata all'epopea della Resistenza. Il richiamo a valori autentici e l'opportunità di aiutare l'associazione nel radicamento territoriale, la volontà di lavorare in gruppo, l'esigenza di far prevalere il NOI anziché l'IO, la possibilità di collaborare e far emergere le diverse peculiarità tra gli iscritti. Sono tanti i fattori che mi hanno spinto ad accettare questo importante impegno. Oltre a tutto questo c'è l'amore per la verità e la giustizia, quella che è stata negata a migliaia di martiri della Resistenza italiana, come ai sette martiri di piazza Garibaldi a Parma, torturati impunemente e fucilati dalla brigata nera il 1 settembre del 1944. Tra i sette c'era anche il mio nonno materno, Eleuterio Massari»

Un cammino fortemente radicato nel passato e nella sua memoria, ma allo stesso tempo in via di rigenerazione. Chiediamo dunque a Maestri quale contributo pensa che la nuova amministrazione possa dare all’ANPI di Parma. «Siamo solo all'inizio, ma la speranza è che con la "nostra" amministrazione si possa tornare a respirare quella vitalità che, dopo il congresso di Chianciano, nel 2006, sembrava aver coinvolto Anpi. Con l'ingresso di forze nuove e giovani che con il titolo di antifascisti si andarono ad aggiungere ai partigiani, ai patrioti, ai familiari dei caduti, apportando sostanzialmente energie fresche, idee e contributi, donando anche un nuovo punto di vista e di approccio all'associazione.

L'assoluta novità è che per la prima volta il Presidente provinciale non è espressione della sezione cittadina, ma proviene dalla provincia. Sono iscritto infatti nella sezione Anpi di Sala Baganza, nella cintura pedemontana parmense. L'auspicio è quello di avere la forza per operare con saggezza e lungimiranza, facendo in modo che attraverso un metodo condiviso ci si possa spendere affinché si riesca a radicare e strutturare  capillarmente Anpi in tutto il territorio provinciale»

Tra un salto nel passato e uno sguardo verso il futuro chiediamo infine al presidente neo eletto cosa significa per lui, oggi, ricoprire questo incarico.

 «Credo di avere in parte già risposto, se non altro dal punto di vista emotivo e ideale. Essere Presidente provinciale di Anpi Parma oggi, significa assumersi la propria quota di responsabilità di fronte ai grandi temi di attualità che ci vedono attraversare gli anni venti di questo secolo.

La pandemia che ha sconvolto la vita di milioni di persone, che ha mietuto solo in Italia oltre 153.000 vittime, con un tessuto sociale diviso e piegato da diversi egoismi, dall'assenza quasi totale di una coscienza critica. Abbiamo tanti analisti che sottolineano le patologie, ma mancano statisti in grado di guidarci con mano sicura. Chi scrive ha dovuto toccare drammaticamente con mano la tragedia del covid, e nei giorni più sgomenti credevo che potessimo uscirne con più saggezza. Ma abbiamo assistito attoniti al fatto che gli eroi di ieri venivano dimenticati domani. Pensando con preoccupazione ai venti di guerra che spirano da est vengono i brividi, a causa di timori e orrori che credevamo dimenticati e relegati al secolo scorso. I vetusti elefanti che guidano il mondo devono essere in difficoltà se hanno paura di una bambina come Greta, e magari si aggrappano ai Putin, ai Trump, persino ai libici, gente che ricatta l'Europa con i profughi e mostra i muscoli con i più deboli. Ricoprire oggi questo ruolo significa non girare il capo dalla parte opposta, ma al contrario, attraverso la preservazione della memoria e la contestualizzazione di quegli ideali, significa non perdere la visione e al contempo non smarrire la tenerezza».

Ringraziamo il presidente per il tempo concessoci e gli facciamo i nostri migliori auguri.