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Padre Onorio

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Nel 1975 venne posta una lapide sul muro di cinta del convento di San Pietro D’Alcantara a Parma. La strada in cui si trova il convento si chiama Via Padre Onorio dal 1951, e la targa ricorda proprio il sacrificio di quel frate francescano: «A Padre Onorio che con spirito di cristiana carità e per senso di civile dovere solidarizzò con gli innocenti perseguitati fin a cadere vittima egli stesso dei persecutori fascisti. Parma 23 aprile 1945.»

Padre Onorio, al secolo Francesco Rosi, nacque il 21 Febbraio 1876 a Pavullo nel Frignano, sull’Appennino Modenese. Prima fu padre guardiano nel Convento di San Cataldo di Modena, e successivamente frate minore del Convento di San Pietro d’Alcantara a Parma. Qui fu barbaramente trucidato dalla Brigata Nera.

Il 23 aprile 1945, quando le forze tedesche iniziarono a ritirarsi da Parma, il deposito del Distretto in via Granatieri di Sardegna fu assalito e saccheggiato dalla popolazione. Tutto però si interruppe all’arrivo della Brigata Nera. La folla, per sfuggire dai fascisti, entrò nel vicino convento, cercando riparo. Lì i frati di San Pietro d’Alcantara stavano cercando di prendere in consegna il loro ex convento adibito a caserma. Padre Onorio, preso in mezzo alla situazione, cercò di difendere alcune persone, ma venne arrestato e portato via in auto. Quella volta fu liberato, e fece ritorno nel convento. Lì avevano trovato nascondigli alcune donne. Arrivarono tre della Brigata Nera, e padre Onorio cercò di far uscire le fuggiasche da una porta secondaria in via Adorni. 

I brigatisti avevano il fucile spianato, e avevano già deciso di farla pagare ai religiosi. Padre Onorio fu la loro prima vittima.

Pietro Bonardi, autore di “La Chiesa di Parma e la guerra 1940-45”, sostiene che la sua uccisione fu causata da uno spirito di vendetta contro i religiosi del convento, ritenuti storici oppositori delle idee fasciste. Ora erano considerati complici del nemico. I fascisti sospettavano che i frati volessero conservare la caserma attigua al convento per offrirla ai partigiani e agli angloamericani.

La memoria storica del sacrificio di Padre Onorio fu tramandata ai posteri dalla lapide che ha aperto quest'articolo, collocata nei pressi del Convento dei Frati minori di San Pietro d’Alcantara.

Nel decennale della sua morte venne distribuito ai fedeli un volantino, il cui contenuto fu riportato sulla Gazzetta di Parma il 24 aprile 1996: «Una preghiera che rivolgiamo a tutti coloro che ebbero la fortuna di conoscerlo, a tutti coloro che ancora ricordano la luce del suo sorriso, quel sorriso che veniva da San Francesco d'Assisi.»

Una curiosità: Padre Onorio era anche un orologiaio, e riparava sveglie per i fedeli. Quando gli capitava una vecchia sveglia senza speranza, la restituiva con un santino. «Non resta che pregare…»

La vita di quest'uomo venne spezzata due giorni prima della Liberazione. La sua colpa era di aver nascosto e fatto fuggire delle donne. «Non furono le bombe che venivano dal cielo ad ucciderlo: furono i colpi usciti da un'arma della quale non conosceva nemmeno l'esistenza. Era l'agnello della pace, ricordatelo sempre nelle vostre preghiere...»