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Rubrica musicale: quarantena e violenza domestica

un violador

Il coronavirus non è l'unico incubo. In questo periodo, dove tutti siamo chiusi in casa, un incubo può vivere tra le nostre stesse mura. Questo incubo lo vivono ragazze, madri, sorelle, amiche, che ogni giorno vivono violenze negli appartamenti. Donne che vivono l'inferno, un inferno fatto di botte, abusi e violenze psicologiche.

Se ne parla meno in questo periodo, in cui solo il COVID-19 domina le cronache. Anzi, non se ne parla praticamente affatto. Ma se non si parla di un argomento, questo non smette di esistere. Viene accantonato, messo da parte, ignorato, ma l'ignoranza uccide più di un virus, poiché ignorare la violenza sulle donne è un crimine.

È proprio in questo duro momento che se ne deve parlare, per proteggere le vittime di violenza da un mostro che si nasconde tra le persone. Questo mostro porta delle maschere, maschere che raffigurano fidanzati, zii, padri, compagni. Questi mostri in questo esatto momento stanno causando dolore alle donne.

Gli stupratori, i violenti, in questa situazione di isolamento stanno facendo del male, e le vittime stanno soffrendo. E le loro urla rimangono silenziose in questa situazione di quarantena. Ma non possiamo accantonare tutta questa sofferenza che giorno per giorno vive nelle case. La casa dovrebbe essere il luogo sicuro, un rifugio dove amore, affetto, protezione dovrebbero fare da padrone. Specialmente ora.

Dobbiamo continuare a parlarne, a far sapere che le donne non sono sole, che ci sarà sempre una mano pronta a proteggerle dal mostro.

Ma questa è una rubrica musicale, e cos'ha a che vedere quest'argomento con la musica, vi chiederete? La risposta è semplice: la musica è uno strumento che permette di trasmettere messaggi, emozioni e insegnamenti. Ha la capacità di dare sollievo, di dare coraggio e forza. Ci aiuta a superare le circostanze più dure, e unisce i popoli.

E con la musica, il messaggio di supporto alle donne vive e viaggia ancora tra i paesi. Nei mesi scorsi si sono visti molti flash mob in giro per il mondo. Ma cosa sono i Flash Mob?

Il Flash Mob è quell'azione in cui molte persone si riuniscono in uno spazio pubblico per mettere in atto una performance, che può essere il ballo o il canto. Spesso viene fatto per trasmettere un messaggio, a volte solo per intrattenere i cittadini. Il flash mob è un evento-lampo, che appare all'improvviso e scompare così com'è apparso.

 

Il Flash Mob contro la Violenza sulle Donne

 

il 25 novembre del 2019 a Santiago del Cile, è avvenuto per la prima volta il flash mob contro la violenza sulle donne, operata dalle forze dell'ordine durante la rivolta in atto in quei mesi. Questo Flash Mob si compone di una semplice coreografia, ed è accompagnato dal brano “Un violador en tu camino”, scritto dal collettivo Las Tesis prima delle rivolte cilene.

Non a caso fu scelta questa data: il 25 Novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Questo evento ha dato vita a un'onda di manifestazioni e flash mob in tutto il mondo. Basta pensare che “Un violador en tu camino” è stata cantata in moltissime città, in tutto il mondo: Roma e Milano, ma anche Oslo in Norvegia, Beirut in Libano, e molte altre.

Moltissime donne si sono unite a questa lotta, e le loro voci hanno echeggiano tra le città di tutto il mondo, denunciando il patriarcato e la violenza che ancora molte donne subiscono per mano di uomini che non meritano di essere chiamati tali, per denunciare una mentalità che colpevolizza la vittima, ma anche un sistema corrotto.

 

"Un violador en tu camino", in italiano "Uno Stupratore sul tuo cammino", nasce come denuncia contro le violenze che le donne hanno subito per mano anche di chi rappresenta le istituzioni. Basta pensare a strofe come:

 

"Lo stupratore eri tu

Lo stupratore sei tu

Sono i caramba

i giudici

lo stato

il Presidente

Lo Stato oppressore è un maschio stupratore...

Lo Stato oppressore è un maschio stupratore"

 

Quest'inno unisce tutte le donne e non solo, porta il messaggio di tutti coloro che si ribellano a un gesto così orrendo come lo stupro. La violenza sulle donne è un crimine e non va giustificato, perché non è giustificabile. E il modo in cui si veste la donna non giustifica la violenza nei suoi confronti, citando il ritornello:

 

"E la colpa non è mia, né di dov'ero né per come ero vestita..."

 

Rendiamoci conto che la violenza non è solo fisica ma anche psicologica, e dobbiamo tutti lottare per far sì che questo crimine venga giustamente punito, e che le vittime di violenza ottengano la giusta giustizia. Perché troppo spesso si guarda al problema come qualcosa di lontano, e c'è sempre chi pronuncia frasi come "se l'è cercata... guarda come andava vestita". Be', a queste persone chiederei: “E se fosse tua madre, o un'amica, una sorella? Giustificheresti chi le ha usato violenza per i vestiti che lei indossava? Non credo che lo giustificheresti". Non si può mai dare la colpa di una violenza a chi la subisce. Nemmeno una colpa parziale: perché agire in modo violento è una decisione che qualcuno prende in pieno possesso delle sue capacità, e non esiste attenuante che possa mitigare la gravità di uno stupro.