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Il saluto ad Adele Tonini

tonini

Di Carmen Motta

Ricordare Adele Tonini, che ci la lasciato da poco, impone di non cadere nel retorico, nel solo dolore della perdita, lei sono certa non lo avrebbe apprezzato. Adele ha preceduto nel distacco dalla vita molti/e di noi che con lei hanno percorso un lungo e comune cammino di impegno politico, civile, professionale, di amicizia. "È andata avanti" direbbero i nostri anziani, un'espressione popolare che a pensarci significa davvero precedere gli altri nel passaggio più difficile, ignoto, e misterioso della vita. Ma Adele è sempre stata "avanti", o meglio davanti ai cambiamenti, ai rivolgimenti, ai movimenti che hanno segnato, mutato e spinto la società ad avere orizzonti più ampi, a battersi per conquiste insopprimibili di civiltà, per una visione della persona non scontata, da qualunque condizione sociale, cultura, paese, quella persona provenisse. Lo ha fatto con competenza, con determinazione, con positività, infondendo speranza.

E sempre con quella ironia e autoironia di chi davvero conosce la complessità umana e non si rassegna alla banalità del giudizio o pregiudizio. Con uno sguardo pungente ma anche lieve sugli accadimenti dell'esistenza. 

La salute delle donne, i diritti delle donne, delle persone più fragili: questi i suoi ambiti di lavoro e impegno civile. Da ginecologa ha intuito e capito l'importanza dei consultori, dedicandosi con entusiasmo e generosità alla nascita del primo consultorio in città in Oltretorrente (angolo via della Salute e via san Giuseppe). Lo hanno costruito e vi hanno partecipato più figure professionali (tutte donne) e anche tante donne della città, non solo del quartiere. Assemblee molto animate, orientamenti diversi, sensibilità personali differenti, tutte però consapevoli che in quel luogo si mettevano le basi, per la prima volta, di un rapporto profondamente diverso "fra chi curava e chi era curata, in un arricchimento reciproco" come Adele aveva sostenuto in una intervista.

È stata per oltre 20 anni responsabile del Centro per la prevenzione e la terapia dei disturbi sessuali della azienda USL, poi dal 1999 responsabile del "programma salute immigrati" di Parma. E anche in questa esperienza Adele è arrivata "prima" nell'indicare percorsi e modelli assistenziali. 

Adele Tonini aveva, oltre la professione, un'altra passione, un interesse autentico: la politica. Ha militato nel PCI, ne ha seguito l'evoluzione e poi comunque sempre a "sinistra" È stata candidata al consiglio comunale per i DS riscuotendo un successo personale che non le è bastato però per essere eletta. Il suo era un punto di vista "radicale" sui diritti delle persone e sul riconoscimento del ruolo femminile nelle istituzioni e nella militanza politica.

Era dotata di una non comune capacità progettuale e autorevolezza nella comunicazione. Quell'autorevolezza che, a prescindere da come si pensi, non si può non riconoscere e che obbliga a confrontarsi nel merito delle problematiche. Il carisma una persona non se lo dà ma si riconosce e ad Adele è sempre stato riconosciuto.

Sul giornale cittadino che ha annunciato la sua scomparsa alcuni amici milanesi le hanno dedicato questo bellissimo ricordo: "molte parti di te ha ancora il mondo" e un suo amico di Parma nell'ultimo saluto al tempio di Valera ha concluso dicendo che Adele "era una cosmopolita".

Adele Tonini ha lasciato tracce indelebili e pensieri lunghi. Un prezioso patrimonio che in particolare le giovani donne di oggi e di domani dovranno conservare, conoscendo la sua storia di donna, di medico, e che noi, a lei coetanee, potremo ripercorrere insieme con loro. 

Grazie Adele, la tua forza sarà con noi insieme al tuo sguardo sorridente.

 

Foto di Luca Pezzani