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Una Lettrice Ingorda - Presentazione di una passione

Copertina del libro piccole donne

Sono una lettrice ingorda.

Quando entro in libreria mi lascio attrarre dalle copertine.

Amo le copertine belle, come ad esempio quelle di NNE, con quella N gigantesca che contiene e racchiude l'immagine. Ma molto dipende anche dal colore: amo i colori tenui, spesso prediligo il disegno anziché la foto. Mi piace che il libro sia accompagnato anche da cartolina e segnalibro. Mi piacciono molto anche le copertine sobrie della Giuntina, con la loro cornice monocromatica e le scritte in nero, e la lettera Ghimel che la caratterizza e la distingue. Allo stesso modo mi respingono le copertine brutte: quando le trovo tali, difficilmente ne compro il libro, e se lo faccio sono prevenuta durante la lettura.

Mi lascio attrarre anche dalle recensioni, specialmente quelle scritte da amici o da persone che stimo e che so a me affini.

La lettura di un bel brano mi spinge spesso all'acquisto. A volte è successo che quello fosse uno dei pochi brani interessanti di un intero libro. Io comunque i libri li finisco sempre. Ho anche molto rispetto dell'oggetto, non faccio orecchie, non piego la costa, difficilmente sottolineo e comunque nel caso uso un leggero tratto di matita.

Ho letto e continuo a leggere tanto e dei generi più diversi. Passo dai racconti ai romanzi, dal romanzo storico alle biografie. Ma non disdegno nemmeno il fantasy né un buon horror o i vecchi gialli. In tarda età ho scoperto anche la poesia, che prima mi intimoriva. Ora non più, e la leggo molto volentieri, specialmente da quando ho imparato a leggere ad alta voce solo per me stessa; è davvero divertente, e adesso mi diverto a leggere ad alta voce anche per gli altri. Forse, con il passare degli anni, passano anche i freni inibitori, e la timidezza non è più un problema.

Ora, stabilire se ho un libro preferito è un problema. Ho parecchi libri che amo in modo diverso l’uno dall'altro, potrei fare una classifica.

No, una classifica no, sarebbe ingiusto.

Un elenco temporale, ecco.

I primi libri che ricordo sono le favole che mi leggeva la mamma. Mi son rimaste impresse nella mente le immagini che le accompagnavano. Le lacrime versate per la piccola fiammiferaia, la paura che provavo insieme a Pollicina prigioniera del talpone, la gioia di volare via in collo alla rondine guarita, l'ansia di Elisa per finire in tempo le camicie (fatte con le ortiche!) per liberare i fratelli/cigni prigionieri dell'incantesimo di un mago cattivo; ho ben presente l'immagine in cui lei lancia le camicie ai cigni che si alzano in volo, solo che a una non ha finito una manica, per cui un fratello rimane con un'ala al posto di un braccio. Non so poi come sia finita, la storia non me la ricordo!

Poi ho cominciato a leggere da sola, ed ecco che arrivò il “mio” libro, quello adorato, da me e da qualche altro migliaio di adolescenti della mia generazione: “Piccole Donne”!

Per me fu il regalo più bello che qualcuno potesse farmi. Fu l'inizio del mio amore per la lettura, che è continuato da allora per sempre. La lettura è stata per me via via rifugio, calore, isolamento, divertimento, apprendimento, conoscenza di me stessa, del mondo, della vita. La scoperta che al mondo ci sono altri che pensano e sentono quello che io penso e sento, e che l'hanno provato e sentito prima di me, anche se quelle righe sembrano scritte proprio per me. La prima volta che un libro ti parla così è una rivelazione davvero sconvolgente.

Questo dono meraviglioso io lo devo ad una donna che ho amato e ammirato molto, una cugina di mio padre, la prima di quella generazione di migranti della bassa ferrarese ad aver studiato. Era una maestra, ma prima di riuscire ad insegnare fece mille lavori. La ricordo bella, alta, sempre decisa e intrepida. Erano gli anni della contestazione, dei grandi cambiamenti. Lei veniva spesso a casa mia perché si era innamorata di un ragazzo che viveva a Parma, un greco, un esule politico. Ricordo una discussione piuttosto accesa con mio padre: “Ti rendi conto che è una relazione senza futuro?” diceva lui, e lei rispose “Il futuro non lo conosciamo né tu né io, ma io so che sono innamorata di lui adesso!”

Credo che se ricordo così bene questo episodio oltre che l'amore per la lettura le devo anche qualcos'altro...

Ecco, è partendo da queste basi che di tanto in tanto vi racconterò dei libri che ho amato. Le mie non saranno recensioni letterarie, che letterata non sono: saranno recensioni appassionate.


Annamaria Rosignoli, volontaria di ANPI Parma e scrittrice presso la rubrica di Letteratura